
Rendere sostenibile la filiera agricola grazie al digitale. In estrema sintesi è questa la sfida lanciata da Barilla insieme a xFarm Technologies. Dopo Molino Pivetti e Parmalat, senza dimenticare Lavazza, anche Barilla quindi si affida a quella che può essere definita la scaleup italiana leader nella digitalizzazione agricola.
DIGITALIZZAZIONE DI FILIERA
Si chiama Barilla Farming la piattaforma sviluppata appunto da xFarm Technologies, insieme a Life Cycling Engineering, il CNR- Agrosat e Perfect Food, che verrà utilizzata dalle 2.600 aziende Europee fornitrici di grano tenero a Barilla per la filiera Carta del Mulino, e che saranno quindi accompagnate entro il 2023 in un processo di ottimizzazione della filiera per migliorare il lavoro degli agricoltori e promuovere la sostenibilità produttiva.
La nuova piattaforma digitale aiuterà in modo semplice gli agricoltori e tutti gli operatori della filiera in ogni fase della produzione, dalla gestione delle aziende agricole, al monitoraggio dei dati degli agricoltori, con specifiche allerte di rischio insorgenza malattie del frumento fino alla gestione degli ordini lungo la filiera.
Un progetto che pone le sue fondamenta in una visione che accomuna le due realtà, ovvero promuovere e favorire la sostenibilità delle produzioni. Barilla Farming diventa così lo strumento digitale che semplifica la comunicazione dei dati della filiera della Carta del Mulino, il disciplinare del gruppo Barilla per la coltivazione sostenibile del grano tenero nato dalla collaborazione con decine di mulini, centinaia di centri di stoccaggio e migliaia di aziende agricole. La piattaforma consente anche di avere un pieno controllo della sostenibilità grazie al monitoraggio di quattro parametri ambientali (impronta carbonica, impronta idrica, eutrofizzazione e acidificazione) calcolati sulla base delle attività agronomiche svolte dagli agricoltori e visualizzabili direttamente dall’app Barilla Farming, il cui utilizzo, a partire dalla stagione 2022- 2023, diventerà una regola della Carta del Mulino.
MINOR IMPATTO
“Il percorso di sostenibilità intrapreso da Carta del Mulino nel 2018 ha visto una prima parte di progetto dedicata alla biodiversità; ora, dopo aver raggiunto risultati rilevanti in tal senso, abbiamo scelto di concentrarci sulla riduzione dell’impatto ambientale della coltivazione in filiera del grano tenero destinato a Mulino Bianco. Nel farlo riteniamo fondamentale il ricorso alla tecnologia, mettendola a disposizione di tutti gli attori della filiera, creando un sistema innovativo con partner di assoluto valore, che possa dare un aiuto concreto all’agricoltore ma anche raccogliere tutti i dati di impatto ambientale e di filiera per garantire il miglior prodotto possibile ai nostri consumatori”, spiega Michele Zerbini, Purchasing Manager Soft Wheat&Flours di Barilla.
I BISOGNI DEGLI AGRICOLTORI
“La tecnologia ci ha permesso di innovare e velocizzare la risposta ad alcune esigenze di Barilla sulla base di quelli che sono i bisogni degli agricoltori e degli operatori di filiera. Le nostre soluzioni, infatti, partono dal presupposto di voler aiutare concretamente, grazie al digitale, chi quotidianamente lavora in campo, promuovendo di conseguenza un’agricoltura efficiente e rispettosa dell’ambiente. L’obiettivo è far arrivare questo progetto su larga scala ed estenderlo ad altre filiere che vogliono promuovere la sostenibilità, la digitalizzazione e la tracciabilità”, spiega Matteo Vanotti, Ceo xFarm.

I DRIVER DELLA DIGITALIZZAZIONE
Dopo Parmalat, Barilla, senza dimenticare Lavazza. Possiamo dire che la digitalizzazione della filiera sia divenuto ormai un mantra per i big del food italiano? Ecco il commento sempre di Matteo Vanotti, che abbiamo raggiunto esclusiva per Food.
“Si, lo possiamo dire. Riuscire a portare soluzioni di Smart Farming lungo la filiera è una soluzione vincente per il mercato. Da una parte lavoriamo con gli agricoltori per portare soluzioni tecnologiche al fine di migliorare l’efficienza in campo. Dall’altra, aiutiamo le filiere nella digitalizzazione e nel calcolo certificato di parametri sempre più importanti, come ad esempio la sostenibilità“.
Grandi aziende che diventano quindi anche il veicolo per digitalizzare anche i piccoli agricoltori, che altrimenti sarebbero tagliati fuori dalla transizione digitale? “Certamente. Le filiere abbracciano diverse colture e diversi tipi di aziende agricole. Un fattore molto importante è la formazione che si fa in filiera, spiegando e supportando le aziende in questi percorsi di trasformazione digitale. La formazione è tanto importante quanto la tecnologia”. Che programmi ha xFarm per il futuro? “Vogliamo sempre di più migliorare i nostri strumenti digitali e tecnologici che forniamo alle aziende agricole. Questo vuol dire migliorare gli algoritmi che creano i suggerimenti per i nostri agricoltori, così come integrare tutti gli elementi intorno alle aziende: dai trattori agli impianti di irrigazione. Crediamo di poterlo fare al meglio lavorando in sinergia con i diversi attori dell’agrifood che, come noi, sposano il concetto di Open Innovation, andando ad arricchire sempre di più un ecosistema di partner”.
Promuovere filiere sostenibili per migliorare costantemente l’offerta di prodotti e favorire un cibo di qualità. Questa la sfida che vuole vincere Barilla con il brand Mulino Bianco, con xFarm Technologies.