Coop, Close the Gap compie cinque anni

La certificazione di genere è in fase di acquisizione da parte di tutte le cooperative di consumo del gruppo, mentre si rinnova l’impegno sul versante della lotta contro la violenza sulle donne
Coop, Close the Gap compie cinque anni

Coop rilancia anche quest’anno “Close the Gap”, la campagna per l’inclusione e la parità di genere che giunge al traguardo dei cinque anni. Per tutto il 2025, al centro dell’attenzione della cooperativa ci sarà “la necessità che l’educazione che relazioni diventi una materia scolastica obbligatoria nel nostro Paese, come peraltro già succede nella maggioranza dei paesi europei”.

L’onda lunga del nuovo impegno di Coop parte da una diffusa operazione di sensibilizzazione sul tema, attraverso la sua rete di negozi e canali oltre a collaborazioni con il mondo dell’associazionismo. Nel febbraio 2024 la cooperativa, prima tra le imprese della Gdo, ha anche ottenuto la certificazione per la parità di genere Uni Pdr 125. Infine, con il coinvolgimento delle direzioni del personale delle cooperative socie sono stati avviati percorsi di inserimento lavorativo per le donne vittime di violenza.

ISTRUZIONE E PREVENZIONE: L’IMPEGNO DI COOP ITALIA

Nell’ambito di questo impegno a 360 gradi Coop ha presentato oggi i risultati di un’indagine sull’educazione alle relazioni, realizzata dal suo ufficio studi in collaborazione con Nomisma, su un campione rappresentativo della popolazione italiana (2.000 persone tra i 18 e i 64 anni). Il 70% del campione chiede che l’educazione alle relazioni divenga una materia scolastica obbligatoria, e ben nove italiani su dieci ritengono che proprio l’insegnamento scolastico possa contribuire alla prevenzione i fenomeni di odio, emarginazione e violenze di genere. Anche a partire dalla tenera età, dato che un genitore su due immagina che il percorso dell’educazione alle relazioni possa iniziare già dalla scuola elementare.

Quanto invece all’educazione alle relazioni rivolta agli adulti il campione intervistato indica, tra le figure che dovrebbero essere più direttamente coinvolte, genitori e parenti stretti (riconosciute come figure mediatrici da sette italiani su dieci) oltre a psicologi, terapeuti di coppia e insegnanti.

COOP E GENDER EQUALITY: I PROGETTI IN CORSO

Prosegue intanto il cammino di Coop verso la vera uguaglianza di genere, sociale ed economica all’interno del sistema delle cooperative di consumatori. Il 63% dei ruoli di direzione è ricoperto da donne, una donna su tre dirige un punto vendita e la presenza femminile è evidente anche nei Cda delle cooperative; dove il 40,8% dei consiglieri è donna, così come il 54,4% dei soci eletti nei vari organismi rappresentativi del territorio.

Oltre che tra i dipendenti delle cooperative, e nella sua attività di educazione al consumo consapevole, Coop svolge da decenni un lavoro di formazione sulla parità di genere in ambito scolastico. Ha debuttato tre anni fa la proposta educativa “Nuove identità, nuove società”, alla quale complessivamente hanno aderito oltre 850 classi per 19.000 studenti in tutta Italia (nell’anno scolastico in corso si sono aggiunte altre 221 classi).

L’inserimento lavorativo di donne vittime di violenza ha preso forma a partire da due cooperative (Coop Lombardia e Coop Liguria), che hanno fatto da apripista con il coinvolgimento dei Centri antiviolenza del territorio. Un percorso fatto di acquisizione di curriculum, colloqui, tirocini che, alla fine, sfocia in interventi di welfare specifico.

Tutto il lavoro svolto con Close the Gap da cinque anni a oggi ha portato ad una crescita di consapevolezza importante”, conferma Ernesto Dalle Rive, Presidente Ancc-Coop. “Lo dimostra anche la decisione delle cooperative di dotarsi di uno strumento volontario come la certificazione della parità di genere, che comporta un lavoro assiduo per portare a compimento i cambiamenti prefissati. A contare è soprattutto la volontà da parte di Coop di impegnarsi in maniera strutturata, con il coinvolgimento e la convinzione dell’intero movimento cooperativo”.

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